+ L. J. C. +
" Deum tuum adorabis et Illi soli servies!"
Cari Visitatori, dilette Visitatrici,
l'anno ecclesiastico procede nel riproporci la contemplazione serena e pia degli augusti misteri della Vita Ss.ma del Salvator nostro Gesù Cristo: tanti elementi , componenti l'unico Supremo Arcano, dal quale è per noi tutti vita e risurrezione. E' iniziata la S.Quaresima: quaranta giorni di intima, profonda, vera preparazione alla gloria della Pasqua di Risurrezione. E proprio nello spirito essenzialmente contemplativo del Celeste Ordine propongo alla Loro attenzione interiore, sospinti dall'alto desiderio di perfezione, la bella e solenne citazione del nostro adorato Redentore al nefasto Tentatore, allorché, per la terza volta, nel soverchio eccesso della sua luciferina superbia, si rivolge a Gesù benedetto, chiedendoGli di prosternarsi di fronte a lui. In cambio la pompa e la gloria di tutti i regni della terra, l'istante, totalmente ostentate, invitanti, desiderabili, disponibili!: è la tentazione dell'avarizia, della suprema cupidigia, dell'insano attaccamento al caduco, all'effimero, a ciò che, impietosa, la morte ineluttabilmente ci toglierà; che senza appello verrà per sempre separato da noi. Ed invece rifacendoci al Sacro Libro del Deuteronomio, al capo VI, il Maestro infallibilmente ribatte : " Il tuo Dio adorerai ed a Lui solo presterai culto!"... Satana osa domandare a Dio adorazione!!! Neppure al terzo tentativo riuscirà ad accertare la Divinità del Figliuolo e scornato per ora se ne va. Tornerà, l'infernale nemico tornerà, certo di vincere, di sopraffarrre quel Dio Che è la sua maledizione ma... ogni sua dichiarata ed ostentata vittoria si trasformarà nella definitiva sconfitta: - Chistus devictus, vincit! - Si, miei cari, Gesù Cristo sconfitto, vince! A Lui, vero uomo e nondimeno Dio, Dio come il Padre, Dio come lo Spirito Santo va la nostra perfetta adorazione, glorificazione, magnificazione; Lui solo serviremo, a Lui presteremo uno splendido culto,cominciando a trasformare l'anima nostra in un degno altare, sul quale offerire i nostri sacrifici, le nostre riparatrici mortificazioni, i bei frutti della nostra conversione. Ritornare a Dio, sollevare lo sguardo nell'alto, servirsi delle cose della terra per raggiungere l'eccelsa meta: adorare -in die sine die-, nel giorno senza fine, Colui Che E', lo stesso Essere in Sé perfettamente sussistente, "Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero".! A Lui onore, gloria, benedizione e vittoria. Amen.
SANTA QUARESIMA!
San Cipriano, I domenica di Quaresima A.D. MMVIII
Don Massimo Moroncelli, cappellano turchino
+ V. C. F. E. +
“Virgo paruit Filium. Rosa dedit Lilium: Florem floribus splendidiorem omnibus! “.
Cari Visitatori e dilette Visitatrici,
anche quest’anno per l’infinite misericordia e benignità del nostro grande Dio siamo giunti a celebrare il Ss.mo Natale di N.S.G.C. L’inganno del mondo opera per offuscare le menti, ottenebrare i cuori. Ecco babbo natale, la slitta, le renne, il sentimentalismo mellifluo d’una vacua bontà relegata al momento fuggevole dell’umana passione, il coinvolgimento materialistico e consumistico traboccante in un inutile spreco, in tutto ciò che NON è il Ss.mo Natale.
Ed, invece, miei cari: “La Vergine partorì il Figliuolo. La Rosa diede il Giglio: Il Fiore più splendido di tutti i fiori!”.
Nella beata pienezza dei tempi, Dio grande ed amabile, qual Egli è, nel Suo supremo incanto d’amore per la creata umanità, indegna e peccatrice, trafigge mirabilmente il tempo con la Sua eternità. Dai Celesti Troni, imperscrutabili altezze, discende fino ad una umile culla.La Sua irraggiungibile trascendenza – Egli purissimo Spirito – S’immerge in una tangibile, limitata concretezza, S’umilia ad una corporeità che Lo rende carne, uno di noi. Le Sue infinite Mestà e grandezze non Gli impediscono di nascere piccolo, tenero, indifeso Pargoletto, nella grotta di Betlemme. “Et Verbum caro factum est!”: l’eterno Iddio S’è fatto uomo: è nato per noi il Divino Bambino. Il Suo Nome Ss.mo è salvezza: Egli è la nostra salvezza. Egli ripara all’antico peccato, distrugge il debito infinito dell’uomo con Dio. Riapre le auree Porte del S. Paradiso. Inaugura la - aetas aurea - bramata da tutte le genti: l’età della pace fra Dio e l’uomo, fra uomo e uomo, fra l’uomo ed il creato. “Gaudium, pax, salus!” Ecco il Natale; ecco il motivo di tante luci ed esultanza; ecco il senso vero e profondo dello scambio dei doni; ecco perché nella Notte Ss.ma, e solo in essa, il nostro animo sussulta, il nostro cuore indugia un istante e poi….. nella gioia, nella pace adora l’alto Mistero di eterna salvezza.
SANTO NATALE!
S.Cipriano, nel Natale Ss.mo del Signore, a.MMVII
+ Veni Domine, noli tardare!: relaxa facinora plebi Tuae!
-.-.-.- Sacro Tempo di Avvento -.-.-.-
Cari Visitatori e, soprattutto, dilette Visitatrici,
stiamo per vivere il tempo più fremente dell’Anno Ecclesiastico: l’ AVVENTO! L’ Avvento ovvero la “Venuta”. Ma di chi la “Venuta” ? Non lasciatevi ingannevolmente prendere dalle mode vuote ed insipienti del mondo moderno, compiaciuto di sé, tronfio delle sue tecniche avanzate e della sua apparente potenza. Tutto ciò che anima questo tempo, lo distingue dal resto dell’anno, il fremito che respiriamo nell’aria, l’entusiasmo che ci sospinge ad abbellimenti e colorati, luminosi ornamenti, il preparare i doni ai nostri cari, ebbene, tutto ciò perché col massimo onore, con totale partecipazione dell’anima e del vivere concreto attendiamo in fede e speranza e carità di celebrare la storica memoria della Nascita terrena di N.S.G.C., tenerissimo Bambinello: attendiamo la “Venuta” di Lui: Egli nostra luce, salvezza, pace e gioia: IL DONO DEI DONI!L’impegno spirituale è altissimo. Esso ci fa gustare intimamente il senso vero di questa attesa. Lo stesso degli antichi Patriarchi; dei Santi Vati; di tutte le anime dei Giusti, bramose d’esser liberate dalla funesta, vetusta caligine; delle alme Schiere Angeliche, pronte a provare la loro fulgida fedeltà alla Trinità Creatrice.- Veni, Domine, noli tardare ! – Si, o dolcissimo Signore, venite nei nostri cuori, nelle nostre anime, donateci vita novella. Siamo nei fulcro essenziale della spiritualità dell’Ordine Celeste, che è gioia senza fine e tenera e soave. Se qualche visitatrice nella preghiera, nella meditazione raccolta, nella ben fatta S.Comunione sente toccarsi della Divina Grazia ed intende dare tutta, ma proprio tutta la vita, a godere di questa gioia vera e profonda, a contemplare la Verità Divina del dono, il Verbo eterno Che assume la nostra umile carne, bussi alle porte del Ven.Monastero, venga a sperimentare la spiritualità natalizia della Beata Maria Vittoria, segua le orme umili e nascoste della Vergine Ss.ma Annunziata per pronunziare davanti a Dio un incrollabile – Fiat ! –
Tutti benedico e per tutti canto con amore:“Dolce Bambin Gesù, venite nei nostri cuori e non tardate più ! “
S.Avvento, A.D. MMVII
Dalle parole del Rev. Cappellano Turchino
don Massimo Moroncelli