il Monastero
il presepe in ceramica nel chiostro
"I vari
istituti degli Ordini approvati dalla Chiesa vengono tutti da Dio, nella
sapienza dei suoi consigli ha ispirato i rispettivi fondatori.Ma l'Ordine
dell'Annunziata oltre questa dote comune a tutti, ha il privilegio di essere
legato in modo speciale al mistero dell'Incarnazione, e per mezzo di questo
alla Divinità, che forma la sua eccellenza sovra tutti gli altri".
Così scriveva nel lontano 1875 la Rev.da Madre Suor Maria Serafina nel suo
"Trattato delle grandezze ed eccellenze dell'Ordine
della S.S. Annunziata detto delle Celesti".
L'Ordine delle Annunziate Celesti nasceva tuttavia ben duecentosettantun
anni prima che questa esemplare Monaca scrivesse il proprio “Trattato” per
opera della Beata Maria Vittoria De Fornari Strata.Vittoria nacque a Genova
nel 1562 dalla nobile famiglia De Fornari. Diciassettenne fu data in sposa
al nobile genovese Angelo Strata. Dopo otto anni di santa e felice unione,
il Signore chiamava a sé il degno consorte.
Il dolore della giovane vedova, già madre di sei figlioletti,
sembrò stroncarla per sempre.Insensibile ad ogni conforto dei parenti,
Vittoria si volse alla Madre del Cielo, e la pietosa Regina, in risposta
alle sue fervide preghiere l'animò ad abbandonarsi alla sua materna
protezione.
Vittoria rincuorata e vibrante di carità divina, si diede non
solo ad una accurata e saggia educazione dei figli, ma ad ogni forma di
santo apostolato beneficando ognuno con materna tenerezza.
Divenne con la sua vita, ancora laica, modello meraviglioso di
virtù alle Spose, alle Madri e ad ogni anima desiderosa di servire Dio nel
mondo. Dei figli, cinque si consacrarono a Dio nella vita religiosa, ed uno
morì santamente a dieci anni.
Un dolore costante e sempre vivo di donna Vittoria era l'ingratitudine degli
uomini per il grande Mistero della umana redenzione e gemeva per la perdita
delle anime.
Nel 1603 donna Vittoria De Fornari che da tempo intendeva
fondare un monastero nella povertà più assoluta, individua una casa situata
da una parte di Genova in un monticello chiamato Castelletto dove può così
sistemare provvisoriamente la sua Famiglia religiosa agli inizi.
Il 15 maggio del 1604, Papa Clemente VIII concede l'approvazione
delle Costituzioni e la licenza per iniziare la nuova fondazione;
l'Arcivescovo di Genova Mons. Orazio Spinola conforta con il suo
incoraggiamento e la sua benedizione Vittoria De Fornari e le sue
"sorelle". Sono in dieci sorelle in Cristo. Nasce l'Ordine della
S.S. ma Annunziata.Il 5 agosto 1604, festa della Madonna Della Neve, Madre
Maria Vittoria, nominata unanimamente Priora dell'Ordine, e le sorelle
vestono per la prima volta l'abito che hanno predisposto con cura ed amore
grande alla vita consacrata cui danno inizio. Il 25 marzo del
1605, prima festa del loro Ordine dedicato all'Annunziata, Madre Maria
Vittoria sembra estatica e assorta in Dio. Le sue sorelle la sentono
ripetere con gioia: "Sorelle mie, che giorno è mai
questo! Il Cielo viene in terra! Dio si fa uomo! L'infinito si fa finito nel
seno della Vergine" I problemi non
tardano ad arrivare; l'Ordine appena nato non ha alcuna tradizione e viene
consigliato alle Turchine di appoggiarsi ad un altro ordine, già fiornete,
professandone la Regola. Maria Vittoria riflette, prega, invoca l'aiuto del
Signore e della Madonna, nelle cui mani ha posto la sua vita. La risposta
della Vergine non tarderà ad arrivare.Prostrata dinanzi al quadro della
Madonna, implorando la Vergine di ogni possibile soccorso celeste Ella le
risponde: "Che hai tu, Vittoria? Di che temi? Perché ti lamenti? Questo
Monastero è mio. Io sono quella che lo ha fatto e ne voglio avere la cura.
Lasciane dunque il pensiero a me e non
dubitare che tutto passerà bene". Madre
Maria Vittoria si alza dalla sua preghiera, sicura che canterà davvero
vittoria. La Santa Vergine Maria disse ancora a Vittoria:
"Il mio Monastero avrà un buon progresso. Io mi dimostrerò
Madre di ciascuna monca in particolare e singolare protettrice di tutto
l'Ordine, affinché in esso sia servito il mio Figlio benedetto, Gesù, con
ogni perfezione".
Nell'anno 1617 le monache sono nel frattempo divenute trentanove. Fin dal
1608 Madre Maria Vittoria aveva detto alle sue sorelle: Me ne andrò
quando le monache del nostro Monastero saranno quaranta". Quando
finalmente la quarantesima monache arriva, ella prega: "Il numero è
compiuto, fate voi!". Dopo un'intera esistenza dedicata a Dio
ed alla Santa Vergine, tra gioie, ma anche dolori e amarezze, arriva il
momento della malattia e della sofferenza fisica, sempre sopportata con
serenità e il sostegno della fede. Invocando il nome di Gesù e di Maria il
15 dicembre 1617 all'età di 55 anni Madre Maria Vittoria De Fornari Strata
contempla per sempre Iddio. La sua fama di santità fa si che tutta Genova
accorra a renderle omaggio per invocare la sua intercessione. Dopo il
funerale, dilagando ancora di più la sua fama di santità, il Cardinale
Arcivescovo di Genova afferma che Madre Maria Vittoria era stata "una grande
santa". Già nel 1622, a pochi anni dalla morte, su richiesta del
Cardinale Roberto Bellarmino, oggi santo, si svolge a Genova un primo
processo informativo sulle virtù della Madre. Il suo ricordo e la
venerazione per la sua memoria rimangono vivissimi per tutto il '600 e il
'700. All'inizo dell'800 il suo corpo, dapprima tumulato nel sepolcreto del
Monastero, e poi riportato nel Monastero stesso appare ancora intatto.
Accertati e riconosciuti dalla Congregazione delle Cause dei Santi due
miracoli, il 12 settembre 1828 Papa Leone XII iscrive Madre Maria Vittoria
De Fornari Strata tra i "Beati" del Cielo, fissandone la festa liturgica il
15 dicembre. Ancora oggi dopo secoli la sua venerata Spoglia si
conserva nel I° Monastero del suo Ordine, trasferito a S. Cipriano in
Genova, quasi all'ombra dell'insigne Santuario di N.S. della Guardia.
Ancora vivente la Beata, l'Ordine si diffuse in Francia Joinville e a
Langres, ancora oggi vi sono diversi monasteri "Turchini" in varie parti del
mondo: Francia, Portogallo, Brasile e Romania; senza tener conto di
fondazioni separate dal Celeste Ordine.
Le Annunziate Celesti sotto il dolce sguardo di Maria, che si è
dichiarata loro Madre, vivono l'umiltà e l'oscurità pur luminosa della
casetta di Nazareth.
Nascoste al mondo, ma nel cuore del mondo immolano se stesse nella preghiera
e nella penitenza, per la salvezza di tutti.
Al loro orecchio risuona sempre animatore l'accorato lamento
della Vergine di Fatima:
'Molte anime si perdono perchè non c'è chi preghi e si sacrifichi per
loro.' Agli occhi dei contemporanei la Beata Maria Vittoria offre
una rara pienezza di vita. Ella è passata attraverso tutti gli stadi di
un'esistenza femminile (figlia, sposa, mamma, vedova e infine religiosa:
religiosa fondatrice e Priora e, nell'ultima parte della sua vita religiosa
semplice in spirito di umiltà e di obbedienza verso le sue nuove superiori),
emanando sempre e dappertutto la sua aura di santità. Il
Cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova, nella presentazione al libro
"Due volte Madre" di Angela Lupi ebbe a scrivere queste accorate parole:"Per
presentare la vita di una santa, di qualunque santo, bisogna in qualche modo
riviverla. Questo esige non solo conoscenza dei documenti, atti a stabilire
una verità storica obbiettiva, ma avere provato e riprovato in se stessi lo
spirito della aureolata figura, fino ad averla immedesimata. Se questo non è
fatto, la narrazione può essere letterariamente bella, ma non diventa
calzante: si compongono statue non figure vive.
È la figura della Beata Maria Vittoria De Fornari Strata che emerge.
Si tratta di una nobildonna , vedova, che ha rovesciato, con un coraggio ed
una perfezione indomiti, tutti gli idoli di questo mondo e, rovesciando, non
ha disteso solo un Ordine religioso nuovo, ma ha indicato le infinite
risorse di spirituale splendore, dai bellissimi toni che fluiscono dal
rinnegamento del mondo. Ha mostrato che il vestito rovesciato è più bello
che all'indritto.
Qui sta la ragione per la quale emerge la figura della Beata Maria Vittoria.
La terza vantaggiosa conquista sta nel ravvisare la originalità dello
spirito delle Turchine. Davanti all' Incarnazione, seguito
dell'Annunciazione, si dispiega il disegno di una vita di familiarità con le
cose eterne.
Non è ambizioso è semplicemente vero.
L'Ordine ha pertanto una capacità vitale grandissima; bisogna che sia
conosciuta. Sono convinto che le anime desiderose di vivere in familiarità
abituale con le cose eterne, specialmente se collaudate da esperienze
illusorie, possano qui trovare un faro col quale orientarsi.
Lo facciano e ne prendano il coraggio dalla Grazia di Dio. Genova, 24 giugno
1977.+Giuseppe, Cardinale Siri
Nell'anno giubilare 2000 il Cardinale Arcivescovo Dionigi
Tettamanzi a riguardo della Beata Maria Vittoria scrisse in questi termini:
"in una società come la nostra che con fatica svolge il compito
educativo, Maria Vittoria si presenta come un modello alle donne cristiane,
madri, vedove, religiose. questa è la Vittoria che ha vinto il mondo.
Vittoria ha saputo comunicare ai figli non una religiosità formale, ma una
profonda adesione a Cristo; Maria Vittoria è per la Chiesa del terzo
millennio esempio di docilità dell'azione dello Spirito Santo; ha fondato
una nuova famiglia religiosa, consacrata al ringraziamento per
l'Incarnazione del Figlio di Dio e a divina maternità di Maria Santissima.
La vita dell'Ordine è orientata al rendimento di grazie, un grazie detto,
anzi, gridato a nome della Chiesa e di tutti gli uomini".L'Ordine delle
Annunziate Celesti, ancora oggi, nel Monastero di S. Cipriano in Genova,
piccola casa di Nazareth nel silenzio e nel ritiro dal mondo, fedele custode
delle spoglie mortali della Beata Maria Vittoria, dopo quattrocento anni
continua questa missione di preghiera e di ringraziamento, vivendo
quotidianamente le parole della madonna "Ecco, io sono l'ancella del
Signore, si compia in me secondo la Sua parola". Il fiat così
caro alla Beata fondatrice, che, due volte Madre, nel mondo e in religione,
con la sua vita e con la fondazione del suo Ordine ha indicato, e indica
ancora oggi come Maria e con l'aiuto di Maria, Gesù, l'unico Salvatore del
mondo.
avvocato Marco Canepa, procuratore
il quadro chiamato "Protezione della famiglia" che parlò alla vedova Maria Vittoria suggerendole di fondare il Celeste Ordine Monastico
il tavolo della Madre Priora in refettorio
Reliquia del soggolo della Madre Fondatrice
il presepe costruito dalla Beata
il chiostro invita alla meditazione ed alla preghiera personale
il quadro del Capitolo che rappresenta la Beata Madre nell'atto di offrire alla Madonna i cuori delle monache